The Wolf of Wall Street. C’è sempre da imparare.

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Care amiche e cari amici, vi siete mai trovati ad una cena o ad un pub insieme ai vostri compagni di bevute più ritardati a fantasticare su come sarebbe la vita se vinceste al superenalotto?

Io si, decine e decine di volte.

E le risposte erano più o meno sempre le stesse:

  • Comprare svariate super ville
  • Comprare svariate super macchine
  • Fare super feste
  • Denigrare il prossimo
  • Avere svariate modelle di intimo che sculettano per casa
  • Sollazzarsi con prodotti chimico/naturali
  • Varie ed eventuali

Ma, fermi tutti, sbaglio o è esattamente quello che succede nell’ultimo film di Scorsese “The Wolf of Wall Street” ?  Eh si, non mi sbaglio, solo che i protagonisti realizzano punto per punto la lista delle cose che noi ci limitiamo a sognare, ma andiamo con ordine. Per prima cosa, vi rinfresco la memoria con il trailer:

In breve tutto il film gira intorno a come fregare il prossimo, fregarsene di averlo fatto, eccitarsi della cosa, fare soldi, spenderli in droga e puttane e ripetere tutto da capo. Il maestro in tutto ciò è Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) che racconta la sua “vera storia” da aspirante broker, che all’inizio della sua carriera viene masticato e digerito dal lunedì nero di Wall Street nel 1987, ma che in seguito ne diventa “il lupo” avido, irrefrenabile, eccentrico e iperdrogato. Ad accompagnarlo troviamo  Donnie Azoff (Jonah Hill) suo più grande amico e socio in affari, Mark Hanna (Matthew McConaughey) suo mentore, che lo inizia alla masturbazione e all’abuso di cocaina come sedativo alla vita frenetica di Wall Street e infine  Naomi Lapaglia (Margot Robbie) seconda moglie di Jordan e bomba sexy, e fatevelo dire, talmente Supergnocca che sacrifichereste il piede destro pur di riuscire a farvela.

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Tutta la storia è un concentrato di esagerazione allo stato puro. Tutto quello che avete desiderato nella vostra vita in questo film si realizza: soldi come se piovessero, feste esagerate, droga a quintali, e cosa davvero da tenere in considerazione, divertimento sul lavoro. Ho detto da tenere in considerazione perché nella società di Jordan Belfort, gli impiegati amano il proprio lavoro, si divertono a farlo, fanno feste in ufficio che farebbero impallidire i “Bunga Bunga” del Cavaliere, creano competizione e gioco di squadra, ma l’unica pecca è, che tutto quello che fanno, è “Borsisticamente” parlando illegale, ma non chiedetemi il perché, io di economia non ci capisco una fava.

In questo film, riassumendo, abbiamo l’alba e il tramonto di Jordan Belfort, magistralmente diretto da Martin Scorsese e eccentricamente interpretato da Leonardo DiCaprio, a cui darei il premio Oscar solo per aver fatto questa scena:

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Andando oltre a tutto quello che ho detto prima, la cosa che mi ha davvero incuriosito nel film è stata una scena in particolare, dove vediamo il nostro eroe Jordan soffiare, grazie ad una cannuccia, della cocaina nell’ano di una prostituta.

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E mi sono chiesto: “ma perchè? Il naso non bastava più?”

Così mi sono rivolto ad una mia amica dottoressa, dove mi ha spiegato in poco parole, che la somministrazione di farmaci o “altro” per via anale è preferita, perché evita il passaggio dal “sistema portale” cioè il fegato, e la sostanza viene assorbita direttamente dalla mucosa intestinale, così facendo non si riduce la concentrazione della sostanza e se ne ha un effetto più duraturo e immediato.

La mia reazione alla spiegazione è stata questa: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”.

 

Per concludere devo ammettere che il film mi è piaciuto assai, e per tutti quelli che si sono lamentati per la durata (179 minuti) voglio dire solo una cosa: “Signori, qui si parla di Scorsese”.Martin-Scorsese-001

 

Grazie a tutti e alla prossima.

 

Carlo Marchetti

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