The Giver e Equilibrium. I Know That Feel

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Care amiche e cari amici ben ritrovati.

Ieri sera sono andato al cinema a vedere “The Giver – Il Mondo di Jonas”, vi anticipo subito che non è un gran film, ma quello che affascina è proprio il tema principale: l’assenza di emozioni. Questa trama era già stata usata anche in un altro film “Equilibrium”, personalmente molto più bello del primo. E voi avete mai usato la fantasia per immaginare un mondo completamente primo di emozioni? Un mondo dove l’odio e l’amore non esistono, dove i sentimenti si provano solo in superficie e le esaltazioni personali sono completamente cancellate?

Io si, e devo dire che non che non ci si sta poi così male.

Ma per prima cosa andiamo a parlare dei due film citati sopra:

The Giver – Il Mondo di Jonas.

the-giver_628Film tratto dall’omonimo romanzo, che io non ho letto ma che leggerò al più presto, parla di questo “mondo” in bianco e nero, privo di emozioni, bugie, dolori, amori, dove l’educazione e l’assoluto rispetto regnano in armonia e ad ogni persona viene assegnato un “lavoro” a cui sarà legato per tutta la vita. Questo è il prezzo che l’umanità ha dovuto pagare per evitare che le non troppo precisate tragedie, ma molto intuibili, si ripetano nella storia del genere umano. Il protagonista del film è Jonas, al contrario del resto della comunità a lui viene assegnato un compito molto particolare il “Ricevitore di Memorie”, a differenza di tutti a lui verrà permesso di ricordare e immagazzinare grazie al Donatore di Memorie, tutti i ricordi e di conseguenza le emozioni che l’umanità ha provato nel passato. Si tratta di un incarico particolare apparentemente in contrasto con la natura della comunità: gli Anziani non vogliono che le emozioni dei ricordi possano contaminare la gente, ma allo stesso tempo sanno che le memorie della razza umana vanno in qualche modo conservate e conosciute, altrimenti la comunità non saprebbe nemmeno perché esiste e si regola nella maniera in cui lo fa. Ma in lui cambia qualcosa, capisce che il modo di vivere a cui è stata obbligata l’umanità non è abbastanza, l’alienazione data dai farmaci e dalle regole toglie la nostra vera essenza e intraprenderà un viaggio contro tutto il sistema per far tornare a tutti la capacità di provare emozioni.

Equilibrium

equilibrium-73Qui il film ha un periodo storico ben preciso, siamo nel 2072 e dopo un conflitto nucleare che ha quasi estinto l’umanità, i pochi superstiti hanno deciso di sradicare la guerra e l’odio alla radice, impedendo alle persone di provare emozioni grazie ad un farmaco, il Prozium. Oltre alle emozioni, si vuole eliminare anche tutti quegli oggetti che possono far ricordare il pensiero di un’emozione, quindi l’arte, i libri, i giochi e la musica vengono eliminati dalla nostra storia. Si crea un ordine per controllare tutto questo il Tetragrammaton, cui i componenti sono i Cleric, corpo di polizia addestrato alla ricerca e alla eliminazione di tutti gli oggetti e tutte le persone che non vogliono sottostare a questo nuovo “equilibrio” sociale creato artificialmente.

Il protagonista è Preston, il Cleric più dotato di tutto il Tetragrammaton, lui vive con i suoi due figli, il primogenito è molto severo e ligio al dovere: una mattina erroneamente Preston rompe la dose di droga da assumere e il ragazzo ordina al padre di dover andare all'”Equilibrium” per sostituire la dose rotta con quella nuova. Ma per qualche motivo non sostituisce la fiala e comincia a non assumere nessun tipo di sostanza. Da qui una serie di vicende lo porterà a comprendere a pieno il mondo in cui vive: una dittatura basata solo sulla menzogna, in cui il vero essere umano è intrappolato dentro a un corpo ormai diventato AEQUILFEARFEELINGPLANET2macchina per lavorare.

Grazie ad un gruppo di ribelli comincia a lottare anche lui per la libertà e l’azione decisiva è quella di uccidere il Padre, che ogni giorno, ogni ora e in ogni momento indottrina i propri figli distorcendo le loro menti.

 

I-know-bro-that-feel-eccbc87e4b5ce2fe28308fd9f2a7baf3-21542 film diversi 2 finali identici, l’uomo vuole provare emozioni. Vuole essere libero di amare e odiare, ridere e piangere, sperare e fallire. Ma siamo sicuri che sia davvero quello di cui abbiamo bisogno? Un mondo senza nessun tipo di emozione, non sarebbe un mondo senza nessun tipo di sofferenza? E quindi si eliminerebbero tutte quelle invidie, tutti quegli odi e diversità che ci creiamo quotidianamente e che provocano nella popolazione le piccole e grandi guerre a cui assistiamo con tanto sdegno alla televisione.

Ma poi, c’è anche l’altra faccia della medaglia, nessun odio e nessuna sofferenza porta a nessun amore e nessuna empatia verso il prossimo, ed è forse questo che noi cerchiamo così disperatamente, ed è forse per questo che noi continuiamo ad odiare, lo facciamo per continuare ad amare.

Con questo momento di sana riflessione vi saluto. E se per caso qualcuno di voi dovesse odiare questo articolo, siatene felici, significa che provate ancora qualche emozione.

 

 

Carlo Marchetti

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