La riesumazione della Vergogna: le serie tv anni 90 che dobbiamo rimuovere dai nostri ricordi con l’aiuto di un professionista

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Ben ritrovati cari fanciulli,
Oggi vi narrerò di come mi sono ritrovata, in una piovosa domenica sera, a mangiare del sushi di dubbia provenienza in compagnia degli unici due boys della redazione di Era Meglio il Trailer.
In quella sventurata circostanza, probabilmente appesantiti e contaminati dalle pietanze che ci scorrevano accanto al ristorante, sono riemerse dai nostri inconsci delle perle che non potevo affatto non condividere con Voi. Devo quindi ai sempre aitanti e bellissimi Carlo e Matt l’origine di questo pezzo, che Voi, miei fedeli gigioneggiatori blogonauti state per leggere (e che vivamente vi sconsiglio, se siete in una fase di scarsa stima per voi stessi).
Tra un maki e uno spicy tuna, non saprei dirvi come, ci siamo ritrovati a parlare di quelle pessime serie tv anni 90 che ingenuamente credevamo di avere rimosso, ma che in realtà, soffiata via la polvere dell’imbarazzo, ritroviamo nei nostri ricordi giovanili…ahimè vivi più che mai.
Di cosa parlo? Di quelle serie tv che, anche mentre le guardavamo a 12 anni, sentivamo in cuor nostro essere delle fotoniche boiate ma che nonostante ciò abbiamo visto con un certo trasporto per ragioni che rasentano la patologia.
Se siete deboli di stomaco vi sconsiglio di proseguire con la lettura, perché sto per addentrarmi nella classifica delle “Serie Tv che noi tutti dobbiamo intimamente vergognarci di avere visto”, sottotitolo: roba pesa che ci ha turbato e segnando indelebilmente inside.
Ma andiamo con ordine e partiamo con la meno peggio:

– Quinto Posto: La Signora del West (1993)

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Mettiamo il Dottor Mike ( aka Dottoressa Michela Quinn) in fondo alla classifica, perché nonostante i quadretti strazianti, la dolente storia dei tre fratellini orfani e le lacrime che scendevano copiose in ogni episodio, tutto sommato c’erano dei temi interessanti che possono lenire la nostra vergogna. Il medico donna che affronta il pregiudizio in una bigotta e arretrata cittadina del West Colorado, le peripezie dell’unica coppia di colore della città – i tenerissimi Grace e Robert, le conseguenze del colonialismo sulle popolazioni autoctone, le condizioni in cui sono costretti a vivere gli indiani Cheyenne nelle riserve (vi ricordate di Nube che Corre?)…insomma, dai, possiamo spacciarla per una cosa istruttiva.
Ma non dimentichiamoci della losca relazione di Michela con quel bonazzo di Byron Sully, degli amplessi a bordo fiume, delle bisticciate sull’arrivo della ferrovia e soprattutto non scordiamoci del matrimonio più osteggiato della storia delle tv series: lei cattolica di Boston, lui mezzo Cheyenne e mezzo senzacristo, con tutta la città che rema contro. Ma alla fine l’amore trionfa, e i wedding planner di tutto il globo rabbrividiscono per questa accozzaglia di stili. Roba che il matrimonio Argentin-Partenopeo di Belen a confronto è una roba sobria.

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– Quarto Posto: Xena Principessa Guerriera (1995)

« Al tempo degli Dei dell’Olimpo, dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano su una terra in tumulto, il genere umano invocava il soccorso di un eroe per riconquistare la libertà. Finalmente arrivò Xena, l’invincibile principessa guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie. La lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con indomito coraggio da colei che, sola, poteva cambiare il mondo. »

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Ragazzi, l’intro non poteva non essere citato in toto…ricordate di quale gloriosa, epica, femminista e mitologica boiata stiamo parlando? La serie, udite udite, nacque come Spin-off di un altro capolavoro, Hercules: si tratta a grandi linee di una sorta di fantasy mitologico pieno zeppo di errori ed imprecisioni storiche, ma che tutti noi ( e sottolineo TUTTI) abbiamo visto almeno una volta. La storia è quella di una Signora della Guerra che, ormai pentita, viaggia per il mondo per redimersi, aiutando i più deboli e soccorrendo i villaggi bisognosi. La bella Xena fa tutto questo aiutata dalla sua BFF (Best friend forever) Olimpia. Il rapporto tra le due effettivamente ha suscitato qualche dubbio, ma pare che fossero sostanzialmente due etero, un po’ aggressive ma innocue.
Di questa serie salverei l’ambientazione (fu girato interamente in Nuova Zelanda), il cerchio rotante (tutt’ora vago disperata per i Brico Center alla ricerca di un’arma altrettanto elegante e letale) e l’espressività di Lucy Lawless che è magistralmente riuscita a unificare in un solo fotogramma i visini di tutte noi quando siamo in fase premestruale.

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– Terzo Posto: College (1990)

Amici, qui inizia davvero il podio della vergogna, e sapete perché? Perché ora vi svelerò un particolare agghiacciante: la regia di questo allucinante prodotto tutto italiano è del nostro beniamino Federico Moccia. Si, avete letto bene, il Moccione nazionale, quello di 3MSC, Ho Voglia di Te, Scusa ma ti chiamo Amore, Scusa ma adesso ho la nausea possiamo sentirci dopo?

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14 episodi di 60 minuti ciascuno per raccontarci le peripezie di un manipolo di cadetti e di eccitatissime collegiali che si incontrano e scontrano, senza peraltro quasi mai superare il limite di castissimi baci (noiaaaaa, per lo meno con Baby e Step Moccia ha corretto il tiro, ma erano gli anni 90, non si andava mai oltre il limone). Abbondantissimi gli screzi e gli schiaffeggiamenti, i dialoghi noiosi e mal recitati, le scene ambientate negli spogliatoi con Federica Moro che recita il copione avvolta in un asciugamano.
Qui ragazzi salvare qualcosa è quasi impossibile, figuratevi per le prossime due posizioni…

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– Secondo Posto: Primi Baci (Premiers Baisers) 1991

Orrore. Vergogna. Raccapriccio. Qui confesso che la voglia di rimuovere questa roba dal mio cervello è veramente indicibile, ma faccio tutto questo per Voi, per farvi presente che ci sono tra voi dei soggetti psicolabili che hanno avuto il coraggio di vedersi una serie tv FRANCESE con protagonisti dei giovani in piena pubertà con nomi da orticaria (Virginie, Justine, Annette, Jerome…per citarne alcuni). In Totale 518 episodi per le sole prime due serie, il cui riassunto è semplicemente “avventure sentimentali di un gruppo di adolescenti parigini vestiti di merda che limona su svariati divani in appartamenti orrendamente arredati”.
Io mi sento male. Non so voi.

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– Primo Posto: Settimo Cielo – 7th Heaven (1996)

Qui siamo alla patologia avanzata, al lavaggio del cervello, alla follia più pura. Stiamo parlando di un Family Drama tra i più bigotti e puritani di sempre. Stiamo parlando di noi, a 12 anni o giù di lì, che ci spariamo 243 episodi che ci raccontano di come la famiglia del Reverendo Camden gestisce con agilità tutte le peggio cose: il primo amore, il sesso, la voglia di libertà, la ribellione e gli sbalzi d’umore tipici dell’adolescenza e dell’età puberale, la droga, il fumo, l’alcool, insomma, tutte quelle cose che se sei figlio di un pastore protestante possono causarti la reclusione immediata in un centro pastorale blindato sulla cima di una montagna raggiungibile solo a cavallo di un unicorno

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Questa serie, che definirei angosciante perché persino il cane Happy era casto e puro e rischiava il canile se fosse stato beccato a zomparsi la cagnetta del vicino, si contraddistingue per la presenza must in ogni episodio della frase “Vuoi parlarne?” pronunciata random da Eric a tutti i componenti della famiglia, persino ad Happy la volta che defecò sul divano.
Un altro must della serie è la presenza del personaggio più irritante della storia delle serie tv, americane e non: Lucy Camden. Ve la ricordate? Sociopatica, col complesso del brutto anatroccolo, faceva sempre la spia mettendo in merda i fratelli ed era una leccapiedi di proporzioni tali che finì addirittura per seguire le orme del padre e diventare Reverenda dopo essersi sposata un bonazzo di poliziotto che non sto a spiegarvi.
Quale diavolo è il messaggio?!? Che se sei casta, pura, bruttina, non la molli prima del matrimonio e segui tutti i precetti del Camden-anesimo, Gesù ti premierà con un matrimonio fantastico, un marito perfetto e una figlia di nome Savannah.

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A riprova della mia tesi che questa serie è satanica, diabolica e traviante concluderò l’articolo facendovi vedere che fine ha fatto Mackenzie Rosman, la poverina che è cresciuta recitando la parte dell’ultimogenita Ruthie…l’attrice che interpretava la piccola è diventata una vacca che si spara i selfie mezza nuda. Sono cose.

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Sperando che la lettura non sia stata troppo dolorosa, Vi auguro un gioioso settembre e vi consiglio di non farvi i Selfie allo specchio perché, come potete notare dall’immagine poco sopra, possono essere interpretati come un inconfondibile segno che siete gente che ha visto Settimo Cielo.

La Lau

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