Justice League la recensione.

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In queste ultime ore ho pensato come poter descrivere al meglio la mia visione di Justice League, senza essere né banale né noioso e tra enormi fatiche ho partorito questa metafora che calza a pennello per la situazione:

“Le ultime due relazioni che hai avuto sono state molto difficili (Man of Steel, Batman v Superman), con loro ci sono stati veri momenti di gioia, ma ti hanno comunque ferito il cuore, quasi a farti perdere la speranza di poter amare ancora. Poi arriva lei (Wonder Woman), conosciuta in un villaggio vacanze, un amore travolgente e passionale che ti rinvigorisce l’anima e ti cura i mali. E ora sei pronto, pronto ad affrontare quella donna (Justice League) che non hai mai osato solo avvicinare, perché credevi fuori dalla tua portata. Le scrivi, la inviti a cena e dopo un’attesa infinita lei accetta, finalmente è il grande giorno. Tu sei agitatissimo, salivazione azzerata, mani due spugne, manie di persecuzione e miraggi, lei arriva, indiscutibilmente bella, non perfetta, a vederla da vicino noti dei difetti, ma non sono fatte così le donne brutte. Passate un piacevole cena, lei è simpatica, non è come le donne oscure e altezzose con cui sei stato abituato ad uscire finora. La accompagni fino alla porta di casa e vi baciate appassionatamente, sei talmente preso dalla situazione che esageri con la fantasia e ti convinci che stasera si scopa, ma no, lei ti lascia in bianco ma con la speranza che al secondo appuntamento non ci saranno solo piacevoli cene e preliminari, ma anche sesso selvaggio, orgasmi multipli e sberle sul culo.”

Questo è esattamente quello che ho provato all’uscita della sala cinematografica stamattina alle 2.10.

Justice League, secondo il mio modestissimo parere, è un buon film, potenzialmente poteva dare di più, ma di sicuro il cambio di regia in corso d’opera ha stravolto l’intera produzione. Possiamo notare tracce di entrambi i registi: nel personaggio di Batman, l’ombra di Snyder aleggia perennemente, invece in quella di Flash Joss Whedon la fa da padrone.

La trama è molto semplice e lineare: il cattivo Steppenwolf con il suo esercito di Parademoni vuole distruggere la Terra unendo tre scatole magiche che sono custodite dalle Amazzoni, dagli Atlantidei e dagli umani. Batman e Wonder Woman uniscono un’alleanza insieme a Aquaman, Flash e Cyborg per contrastarli. E Superman resuscitò il terzo giorno secondo le scritture (Snyder non ha perso la voglia di fare riferimenti biblici) per aiutare tutti. (per maggiori informazioni andate a vedere il film).

Sicuramente chi non convince è proprio il cattivo, Steppenwolf è interamente creato in CGI, a dire la verità, un brutto CGI, privo di espressione e carisma.  Promossi a pieni voti Batman, Flash e Wonder Woman, questo terzetto tiene lo spettatore bello incollato allo schermo dando allo stesso tempo cupezza, comicità, speranza e (o mio Dio quanto è figa Gal Gadot) bellezza e fa in modo che la storia fili liscia senza troppi pensieri. Per quanto riguarda Aquaman gli sceneggiatori e i registi potevano fare di più, Momoa con la prestanza fisica e le pose da Macho lo rendono digeribile, ma tirando le somme arriva a malapena alla sufficienza. Cyborg poteva essere interpretato da un Tostapane parlante ultramoderno che avrebbe dato la stessa enfasi.

Per concludere consiglio la visione del film a grandi e piccini, e come ho descritto nella metafora all’inizio, non andate pieni di speranze che sia il film della vita, ma godetevi la visione per quello che è, e vi assicuro che non ne sarete delusi.

 

 

Carlo Marchetti

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