Chi sono

Domanda legittima.

Chi sono? È una di quelle domande che sembrano semplici solo finché non devi rispondere senza sembrare la Bio di qualche influencer di quarta segata.

Sono Carlo Emme, uno che guarda troppi film e ha opinioni su tutti. Fondatore di Era Meglio il Trailer, un posto nato per parlare di cinema e serie TV senza fingere che ogni visione sia una conferenza universitaria sul destino dell’umanità. Anche se, a volte, un brutto finale può davvero far vacillare la fiducia nel genere umano.

Questo sito, però, non sta semplicemente tornando online. Sta ripartendo dopo un attacco hacker che ha provato a trasformarlo in una discarica digitale, piena di contenuti che con il cinema avevano lo stesso rapporto che un tostapane ha con la Nouvelle Vague. Per un po’ è sembrato più semplice spegnere tutto, salutare con dignità e fingere che fosse stato un esperimento artistico. Poi, come spesso succede nelle storie migliori, è arrivata la parte della ripartenza.

Era Meglio il Trailer rinasce così: più pulito, più leggero, più personale. I vecchi articoli non sono spariti del tutto: alcuni torneranno nella sezione Memorabilia, scelti con calma, come si recuperano vecchie videocassette da uno scatolone dimenticato. Non tutto merita di essere salvato, ma alcune cose sì. Soprattutto quelle scritte con cuore, ironia e un certo numero di aspettative tradite.

Qui troverai recensioni, impressioni, entusiasmi, delusioni, recuperi, inciampi narrativi, colpi di scena riusciti e altri che forse sarebbe stato meglio lasciare chiusi in una stanza degli sceneggiatori.

Il nome Era Meglio il Trailer non è solo una battuta. È una piccola filosofia di sopravvivenza audiovisiva. Perché ogni tanto succede davvero: guardi un trailer, ti immagini il capolavoro, prepari i popcorn dell’anima e poi il film ti guarda dritto negli occhi e ti dice: “mi dispiace, avevi aspettative”.

Ma questo non è un sito contro i film. È un sito a favore del piacere di guardarli, discuterli, smontarli e, quando se lo meritano, amarli senza vergogna.

Qui non troverai verità assolute. Troverai uno sguardo personale, un po’ ironico, a volte affettuoso, a volte severo, ma sempre sincero. Perché alla fine il cinema è anche questo: due ore (o sei stagioni) davanti a uno schermo sperando che qualcuno, da qualche parte, abbia avuto una buona idea.

E se non l’ha avuta… almeno possiamo scriverci sopra.